Dal ravvedimento all’adesione: strumenti e strategie per gestire gli atti del Fisco
- Marco Bellomo
- 20 nov
- Tempo di lettura: 3 min
La gestione degli atti impositivi è una delle attività più delicate per contribuenti e professionisti. Ogni comunicazione dell’Amministrazione finanziaria può aprire percorsi diversi – dal ravvedimento operoso all’adesione – ciascuno con tempi e conseguenze specifiche. Conoscere l’impianto normativo e le opzioni a disposizione permette di prendere decisioni tempestive e consapevoli, riducendo rischi e contenziosi.
Di seguito una panoramica chiara e aggiornata delle principali situazioni operative.

1. Schema di atto: cosa significa e come muoversi
Lo schema di atto è un preavviso che precede l’emissione dell’atto impositivo definitivo, nei casi in cui è previsto il contraddittorio obbligatorio preventivo. È tuttavia sempre più frequente che venga utilizzato anche quando tale obbligo non è formalmente previsto (ad esempio, negli atti di recupero per crediti inesistenti).
Una volta ricevuto, il contribuente può presentare osservazioni o memorie difensive entro 60 giorni dalla notifica. Le memorie possono contestare gli elementi dell’accertamento o fornire chiarimenti documentali.
Se il contribuente non interviene, l’ufficio procede con l’atto impositivo definitivo, di norma conforme allo schema notificato.
2. Ravvedimento operoso: percorribile fino all’atto
Fino all’emissione dell’atto impositivo definitivo – anche se sono trascorsi i 60 giorni previsti per le osservazioni – il contribuente può sempre sanare le irregolarità tramite ravvedimento operoso.
Il ravvedimento:
consiste nella spontanea regolarizzazione di violazioni, irregolarità o omissioni tributarie;
consente di ridurre le sanzioni applicabili;
fa decorrere un nuovo termine di decadenza per l’accertamento;
può essere utilizzato indipendentemente dalla presentazione o meno delle memorie.
È uno strumento da valutare attentamente quando la contestazione è fondata o non si desidera arrivare alla fase più avanzata del procedimento.
3. Adesione senza osservazioni
In alternativa alle osservazioni, il contribuente può richiedere l’adesione entro 30 giorni dalla notifica dello schema di atto.
L’ufficio, ricevuta l’istanza, invita il contribuente al contraddittorio entro 15 giorni. Se non si partecipa al contraddittorio o non si raggiunge un accordo, non sarà più possibile chiedere l’adesione una volta notificato l’atto impositivo definitivo.
4. Adesione dopo le osservazioni
Qualora nelle osservazioni emergano elementi utili a un confronto, contribuente e ufficio possono concordare l’avvio del procedimento di accertamento con adesione. Questa possibilità consente di:
affrontare la contestazione in un clima collaborativo;
trovare una soluzione condivisa;
beneficiare della riduzione delle sanzioni prevista per l’adesione.
5. Adesione dopo l’accertamento
Se non sono state presentate osservazioni allo schema, il contribuente può comunque richiedere l’adesione dopo la notifica dell’atto impositivo definitivo, entro 15 giorni.
L’istanza sospende i termini di eventuale ricorso davanti alla Corte di Giustizia Tributaria per 30 giorni (non più per 90). È un’opportunità importante per ridurre la pretesa e le sanzioni, specie quando non si intende procedere con un contenzioso.
6. Accesso al fascicolo dell’ufficio
Entro 60 giorni dalla notifica dello schema di atto, il contribuente può chiedere accesso ed estrazione copia degli atti contenuti nel fascicolo dell’ufficio.
Questa facoltà permette di:
analizzare il quadro probatorio dell’Amministrazione;
predisporre osservazioni più solide;
valutare strategicamente ravvedimento o adesione.
7. Adesione dopo accesso, ispezione o verifica
Se il contribuente è stato oggetto di accessi, ispezioni o verifiche, può chiedere all’ufficio – senza attendere alcuno schema di atto – una proposta di accertamento finalizzata alla definizione in adesione.
L’obiettivo è arrivare a una chiusura bonaria già nella fase istruttoria, evitando contenziosi futuri.
8. Atti impositivi senza contraddittorio preventivo
In caso di atti emessi senza la fase preliminare dello schema, è comunque possibile richiedere l’adesione entro i termini di impugnazione, ossia 60 giorni dalla notifica, cui si aggiungono i 31 giorni forfettari previsti per legge.
La richiesta sospende i termini di ricorso per 90 giorni, offrendo il tempo necessario alla trattativa con l’ufficio.
Conclusione
La gestione degli atti impositivi richiede rapidità , metodo e una valutazione puntuale delle opportunità difensive. Il contribuente oggi ha a disposizione diversi strumenti – ravvedimento, osservazioni, adesione in varie fasi – che consentono di affrontare il confronto con l’Amministrazione in modo efficace e calibrato.
Il nostro studio rimane a disposizione per l’analisi di singoli casi e l’adozione delle soluzioni più opportune. Per maggiori informazioni, non esitate a contattarci.